Orfeo incatenato

Art for Art's sake

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Il Singolo in società

Pubblicato da Chiara su 15 ottobre 2009

io non credo,francamente di stare un granchè bene.. più nel senso individuale del termine che in quello oggettivamente condiviso. La mia incerta confusione raggiunge, a volte, apici spaventosi.. e oggi è una di qulle volte. Una sorta di lotta tra normalità e perseguimento personale del cammino per l’affermazione del singolo tra il singolo e per il singolo, e non del singolo tra i molti. Il primo caso.. rischioso, patetico,poetico, fuggiasco..senza contare che arrecherebbe dispiacere a troppi. Ragion per cui, pare resti da seguire la normalità tra i molti, a discapito, apparentemente e istantaneamente, dell’Ego.

Non avrei dovuto, nè voluto, un excursus così personale da essere addirittura in prima persona. E, allora, leggetelo con la VOSTRA prima persona.

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Mon coeur mis à nu

Pubblicato da Chiara su 22 giugno 2009

Dopo un anno e mezzo ho ripreso a leggere Baudelaire..e ho riscoperto un inedito di Kerouac, Orfeo Emerso. Ne sono di nuovo attratta, molto. Mi sono invece allontanata,periodicamente, da Thomas e Rimbaud, non so perchè, è così e basta, è successo, al di fuori del controllo.

Ogni autore, ogni canzone, ogni citazione, ogni verso scritto mi esprime più completamente di un banale discorso che parte da un semplicistico e noioso: parlami di te. La mia stranezza è la normalità privata della maschera che livella e lima tutte le “deformità“; più nuda io nelle mie parole gettate dal nulla senza pravviso, che voi nei vostri discorsi logorroici; narratori di pianure immaginarie, di eccessi e di sentimenti semplicizzati all’ossesso. L’inusualità di questa innocente nudità ve la rende agghindata e baroccamente coperta. L’opposto. Voi, agghindati di ghirigori inutili e stucchevoli, tutti simili tra loro; abiti intessuti dalle stesse parole, le stesse oscene e piatte espressioni per ogni essere. L’artificiosità vi ha offuscato incapacitandovi a cogliere l’essenza, un’omologazione ben più che materialista, perchè di spirito.

Due uomini non parlano mai lo stesso linguaggio. Due “ti amo” non sono mai all’unisono ma appaiono discordanti come le voci di chi li pronuncia. L’amore stesso è una ricerca di completezza e innalzamento, curiosità e conoscenza, condita da tanto altro.Certo non è comprensione, nè compagnia, nè affiatamento: non può esserci comprensione tra due linguaggi sconosciuti, nè compagnia tra esseri unici e singolari, se ciò avviene è la solita limatura per rendere compatibili anime solitarie. La purezza e la naturalezza di espressioni diverse, contrastanti, che accentuano i dislivelli di ogni Ego penetrando gli scarni sentimenti, seguendo fedelmente ogni lineamento anche se imperfetto, rende l’individuo mille volte più vulnerabile di quanto non accada in mille parole, mille descrizioni irreali e addobbate. Non mi forzo, mi lascio scorrere liberamente così che ogni stramberia personale trovi modo di esprimersi in descrizioni più oscure forse, ma più dettagliate. La diversità fisica si riflette profondamente nell’essere,e non c’è ritocco che tenga; un essere umano coerente, sicuro, convinto, è una persona limata, rielaborata, fasullamente si costringe in una forma pre-esistente, tanto chiara e lineare, quanto irreale. In trappola, di sè.

 A tal proposito, un pezzo, piccolo:

“Spesso ho pensato che la mia gioia sarebbe di andare sempre avanti, lo sguardo dritto, senza sapere dove, senza che alcuno ne soffra, e sempre vedere nuovi paese. In nessun luogo mi sento a casa, e ovunque mi trovi vorrei essere altrove, dove non sono”.

(C.Baudelare – Le Vocazioni)

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Referendum 2009

Pubblicato da Chiara su 21 giugno 2009

Art. 48 Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico

Tutto quello che non hanno voluto dirci sul referendum 2009:

Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono: l’abrogazione,annullamento,cancellazione, del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. Abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero, inoltre, innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato.Ciò significa: niente più partitini e niente più coalizioni: la lista che prende più voti vince, in assoluto e ha governo pieno e totale.

Gli effetti più immediati di una vittoria del SI saranno un “bipartitismo” all’italiana con conseguente eliminazione dei partiti minori quali IdV, radicali, sinistra estrema, Lega, Destra e così via. A dettar legge resteranno insomma PD e PDL con grandi vantaggi per la governabilità del paese (proprio la coalizione-accozzaglia della sinistra ha più volte impedito il regolare completamento del mandato istituzionale) ma con estremo rischio per il progresso e la democrazia.  D’altrone viviamo in uno Stato in cui, nonostante i litigi, le opposizioni, le schermaglie, i leader del governo sono gli stessi dall’ormai tristemente famoso decennio scorso; non oserei immaginare cosa potrebbe scaturire da un allegro “patto” di interscambiabilità tra i due Partiti maggiori: una volta io una volta tu e siamo tutti felici, tutti tranne i cittadini. Considerando la classe dirigente odierna, non è un’ipotesi da rigettare totalmente. Inoltre resta il fatto che il partito che dovesse ottenere la maggioranza, seppur dell’1%, avrebbe diritto al 55% dei seggiuna violenza per la restante metà della popolazione che,invece, avrebbe iopteticamente votato per l’altro schieramento. La soglia di sbarramento innalzata resterà pura formalità: i partiti minori che riusciranno a superarla approdando alle camere, in ogni caso non avrebbero voce in capitolo alcuna vista la sproporzione esorbitante di seggi assegnati.

Il 3° quesito: abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della classe politica.

Il 3° è il quesito più giusto e corretto indubbiamente. Come tutti dovremmo sapere, la legge approvata da Calderoli, che, ricordiamolo, ha allegramente lanciato il paese nel caos amministrativo più totale, ha proposto, tra le tante viscide bestialità, le liste bloccate:  mentre in passato ogni cittadino aveva il diritto di poter scegliere i parlamentari da eleggere, oggi questo “privilegio” gli è negato. Passivi spettatori, siamo costretti a votare per liste pre-costituite dai leader senza alcuna possibilità di obiezione: il cittadino a servizio della politica, e non viceversa come dovrebbe essere. Uno degli innumerevoli risvolti negativi delle liste bloccate è la possibilità che ha ogni candidato di proporsi in più circoscrizioni (Nord ovest-nord est, centro, sud e isole). In caso di elezione in più di una circoscrizione, il candidato pluri-eletto, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia; insomma se sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Bella presa in giro ai danni degli elettori,sempre loro.

Votare tre SI abroga, ovvero annulla, la possibilità di candidature multiple e porta il paese ad un bipartitimo per cui è ancora assolutamente immaturo.

Quello che non ci hanno detto è che ogni cittadino può rifiutare una, due o tutte e tre le schede, curando che il presidente metta a verbale la scelta, così  da non far raggiungere il quorum per quei quesiti rifiutati. Accettare le schede e votare NO o lasciare in bianco significa collaborare per il raggiungimento del Quorum annullando gli effetti del referendum, ma impedendone altri più corretti, per 5 annni. Insomma, in caso di raggiungimento del Quorum e di vittoria del NO saremo costretti,  per minimo 5 anni ancora, ad una vergognosa, ridicola inetta e inadatta legge elettorale, che favorisce sempre e solo i soliti noti. 

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Pensiero in prosa 1

Pubblicato da Chiara su 13 giugno 2009

La verità è che quando leggo, ogni volta che leggo, le parole, l’inchiostro, la carta mi toccano l’anima, quelle lettere mi penetrano più profondamente di quanto mai la realtà faccia. Si dischiudono mondi nuovi, orizzonti si ampliano, volo pindaricamente, mi sento padrona del globo,  un fremito mi percorre tutta, spunta un sorriso una lacrima..

Quanto la realtà è NON vicina al desiderio vero, e quanto questa, solo volendo, solo osando, può sovrapporvisi. E’ il coraggio di rischiare che fa la differenza, è la forza di volerlo che può rendere “l’intorno a me” un puro meraviglioso estetismo letterario.

E’ come se l’arte mi purificasse dall’interno avvicinandomi all’ignoto, all’ineffabile elevandomi alle vette più alte della sensazione del sentimento che solo con l’amore si può raggiungere di nuovo.  E’ lì che mi dischiudo giungendo negli angoli più nascosti e bui del mio inconscio; imparo a conoscerli a  percepirli mentre vibrano le corde più pure dell’animo.

Io amo l’arte, e voglio perseguirla. Io amo la vita, e voglio conoscerla. Io amo l’uomo, il bello, perchè mi muta avanzandomi verso la perfezione.

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Elezioni 2009: una nazione confusa e spaccata

Pubblicato da Chiara su 8 giugno 2009

Elezioni Europee 2009 che di europeo hanno avuto davvero molto poco e in campagne elettorali e in risultati definitivi. La destra xenofoba anti-europeista spopola, cavalcando l’onda della crisi economica che, in Paesi dove l’economia funziona davvero, si è fatta fortemente sentire. Voti di protesta contro chi non è stato in grado di arginare gli effetti negativi di questo tracollo mondiale, ma soprattutto paura per l’Unione Europea , una paura che ci sta tutta. L’Europa è vista ormai come un danno, un peso, dagli Stati più forti e produttivi, un’alleanza che difende i Paesi deboli, perchè, diciamoci la verità, senza UE l’Italia, dopo 20anni di mal-governo, sarebbe a livelli pietosi, e forse i signori della Lega e del PDL, e ancora di più i loro confusi elettori, farebbero bene a ricordare l’insensato e protezionista antagonismo alla comunità europea che, invece, ha salvato la nostra economia.  Eppure gli Italiani stessi non riescono a rendersene conto, oppressi da una cappa di bugie, mass media vergognosamente censurati, omuncoli senza dignità alcuna ma cosa più grave senza un minimo di amor di Patria!

Queste Europee sono state viste come un “sondare il terreno”, e il terreno dice che gli Italani sono stufi. Stufi di un governo vergognoso,bugiardo,lento e violento, ma stufi anche di un’opposizione che nell’ultima anno è sparita ritirandosi nell’angolino in silenzio. A guadagnare sono stati gli schieramenti che si sono proposti come “alternative”: lega e IdV. Di Pietro soprattutto ha raggiunto percentuali altissime, guadagnando voti da chi non si sente pienamente di sinistra o da chi, di sinistra, non si rispecchia nella molle opposizione di stampo Veltroniano. Ma c’è una nota positiva anche per il PD, a parte l’aver evitato, nonostante la totale contrapposizione di tutti i media italiani, il tracollo ed è la vittoria in FRIULI di Debora Serracchiani, la “ribelle”, la ragazza che nel PD e nella politica ci crede ancora, e davvero. Evidentemente è riuscita a trasmettere il suo slancio, la sua sincerità addirittura ad un elettorato in cui la concezione egoisticamente leghista è più che radicata.

Il risultato più sconfortante, e parlo da meridionale, è stato l’exploit della casa della libertà nel mezzogiorno, un 40% che purtroppo è la radiografia di un territorio disastrato,un territorio che dal lontano governo Giolitti non è stato in grando di risollevarsi, un territorio che purtroppo è alla ricerca del guadagno immediato, del benestare istantaneo, non sudato. Una regione sfruttata, derisa, maltrattata dal governo, a furor di popolo sostenuto, e non può essere altrimenti con la lega al 10%dei consensi. Una parte d’Italia lontana, troppo lontana, dalla realtà finanziaria e giurisdizionale che non ha compreso la gravità della crisi che si sta attraversando nè la pessima gestione delle amministrazioni, cosa intesa invece al nord, dove le piccole aziende sono state costrette alla chiusura con l’acqua alla gola. Il meridione, liquidato da sempre con un:”cavatevela da soli”, e così han fatto,appoggiandosi ad un contro-stato: la mafia. E il risultato è netto, per esempio, nell’elezione di Cesaro alla provincia di Napoli. Eppure non si può ignorare la responsabilità del centro-sinistra,di Bassolino che ha affossato la provincia napoletana, un centro-sinistra che davvero a volte non si capisce da che parte sia, che quasi sembra perseguire il doppio-gioco con il premier; ed ecco spiegato il calo di consensi a favore di Di Pietro. Un doppio-gioco di cui dovranno, a questo punto, rispondere anche i leader della sinistra estrema che, causa una divisione ingiustificata, ridicola ed egoisticamente incentrata sul singolo politico più che sul cittadino, non raggiungono la soglia del 4% che invece sarebbe stata ampiamente sfondata dalla naturale unione. Ulteriore dimostrazione del crollo del Vero, Onesto PCI.

Il dato finale è, comunque, un PDL maggioranza del paese, 35%dei consensi, seppur in calo rispetto alle ultime amministrative e molto, molto al di sotto delle ridicole cifre proposte da una ridicola caricatura istituzionale, il premier. Gli esponenti della maggioranza sono corsi al riparo accusando “l’astensionismo”, rubando voti insomma a chi ha dimostrato di non voler essere nè di destra nè di sinistra nè,tantomeno, di un centro che si venderà al miglior offerente.  Pochi comunque i voti persi, rispetto alla vergognosa recita che ormai, non dimentichiamolo, è portata avanti, sempre dagli stessi pessimi teatranti, da ben 20 anni.

Viene spontaneo porgersi una domanda: chi è l’elettore tipo del PDL; chi sono il 35% di Italiani? In piccola parte sono imprenditori, azionisti, giornalisti, lobby che hanno il loro interesse nel votare Berlusconi: in secondo luogo sono i nostalgici di AN, che ancora faticano però a rendersi conto che il parito creato da Berlusconi non è destra, ma una larva, un’accozzaglia di smentite e proposte deleterie per la Nazione; in terzo luogo, e per la maggior parte, sono i confusi. Questa “maggior parte” è quella che non saprà dare una risposta sensata e coerente al: Ma tu, perchè voti Berlusconi? E’ il popolo della morale,pronto però a difendere le empietà commesse da un leader; il popolo che esulta per un’ineventuale abbassamento delle tasse e critica ferocemente un’opposizione che lo propone; il popolo che si definisce “Liberale”, ma che forse ignora la differenza tra “liberale” e “liberista”, visto che cancella tutte le liberalizzazione approvate dai paurosi comunisti del governo Prodi; il popolo che non si scandalizza se un partito intero ruota da 20 anni solo ed esclusivamente su un personaggio,senza ricambi, nonostante le sconfitte che ci sono state; un popolo che alla domanda: Se non ci fosse Berlusconi, il pdl, la destra italiana insomma se vogliamo chiamarla così,che fine farà? non ha il coraggio di guardare la realtà, e la realtà è che la destra sparirà perchè così è, dato lo spessore culturale e carismatico degli scagnozzi del presidente; il popolo che cerca il “ricambio generazionale” votando da anni e anni gli stessi soli noti, scagliandosi contro un Veltroni che, compresa la sconfitta, trova il coraggio e la dignità di dimettersi, senza comprendere che è questa la democrazia, il coraggio di lasciare il posto;  il popolo assolutamente contro la criminalità, che però liquida con un “è sempre stato così”  la presenza di numerosi “processati” nelle istituzioni;  il popolo pronto a chiudersi dietro il goffo “complotto comunista” se l’estero attacca le istituzioni e al contempo felice di una destra europea che avanza; un popolo insomma di confusi e confusionari, di chi cerca tutto e niente, di chi, senza girarci su oltre, più che al partito e al programma è affezionato e fedele come un cagnolino al solo leader. E purtroppo pare siamo ben lungi ancora da una sana democrazia matura, e ancor di più dal bi-partitismo mondiale.

E poi ci sono state le Amministrative, che confermano il centro-italia, che la storia ci insegna avere più lunga esperienza democratica, esempio di civiltà e buonsenso e per gli elettori e per gli eletti.

Questo è insomma lo specchio dell’Italia post-europee: uno Stato spaccato in cui le differenze regionali e culturali si fanno sentire ancora a discapito di una coesione patriottica e nazionalista. Sembra che ci sia ancora da lavorare per acquisire coscienze civili e civiche degne del secolo in cui viviamo, il XXI,ma, come dai piani alti ci insegnano a ripetere, la speranza è l’ultima a morire.

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2 GIUGNO: Repubblica antitetica d’Italia

Pubblicato da Chiara su 2 giugno 2009

2 Giugno, Festa della Repubblica Democratica d’Italia.

L’Italia che è un perpetuo ossimoro, un’ antitesi tra quel che è la Costituzione fondante e quel che invece è in realtà.

L’Italia che espelle gli immigrati e protegge i costruttori che gli danno lavoro in nero.

L’Italia che si propugna patria della morale cristiana ed è governata da chi la morale l’ha dimenticata, o non l’ha mai ricevuta.

L’Italia che, diciamolo, ha una perfetta, grottesca antitesi alla presidenza del consiglio che ha saputo spingere all’incongruenza più ardita e comica milioni di elettori. Discorsi di legalità, di tagli di tasse e aumento dei servizi, di libertà ostentata fieramente da tutto il partito; discorsi contrapposti a fatti: un’economia in tracollo vergognoso, un debito pubblico a livelli esorbitanti, disoccupazione dilagante,il più alto tasso di indagati al governo, anzi l’unico Paese in cui tale privilegio è concesso, in barba alla Chiesa, alla magistratura, alla costituzione e soprattutto ai cittadini, retrocessione a Paese semi-libero riguardo la stampa, sbeffeggiati e derisi dal mondo per un simpatico birboncello, che purtroppo, data la sua importante carica istituzionale, di simpatico non ha proprio niente!

L’Italia il Paese del lassaiz-faire in cui tutto è concesso, fuorchè la legalità. Quella proprio non è tollerata. Denunciare, accusare diventa un tabù da “complotto comunista”. E’ piuttosto insolito che un Presidente del Consiglio, garante dei cittadini e dello Stato, ignori, accusi e offenda parte dei suoi datori di lavoro; ricordiamoci che in democrazia il Governo è al servizio del Cittadino e non viceversa; mentre l’altra parte è asservita da un dominio mediatico altrove inconcepibile, tanto soggiogata da chiedere legalità e tollerare al contempo la mafia, da esaltare un abbassamento di tasse e deridere chi dell’altro schieramento lo propone. Insomma la solita formula: non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. E’ un vero peccato, per una Nazione tanto bella e tanto ricca, una vera piaga.

Vergognosamente e ottusamente si invoca il vecchio mito comunista, non siamo ridicoli suvvia, il caro Presidente nasce dal  partito socialista,e qualunque scolaro sa che il socialismo è il padre del comunismo. Ed ecco dunque ritornare l’incongruenza folle.

Pateticamente giornali esteri conservatori, neo-liberal, vengono accusati di essere manovrati da una sinistra per di più Italiana,quale povero locco potrebbe credervi? Ahimè, all’estero contiamo meno di una cicca, figurarsi avere il potere di obbligare testate internazionali. Senza contare che l’accusa viene dal proprietario di 2 quotidiani, svariate riviste e 3 canali nazionali con un’ audience da non sottovalutare. Questa è un’offesa bella e buona all’intelletto dei cittadini.

Il Presidente, prima di tutto, dovrebbe ricordarsi di essere al servizio della sua Nazione, tutta.

Augurandoci di poter tornare a festeggiare un vero 2 giugno, festa della Repubblica Democratica D’Italia, libera da sanguisughe.

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A midnight’s sillness: acquisito e innato

Pubblicato da Chiara su 28 maggio 2009

Non si tratta di un blog personale, non si tratta di un lagnoso blog in cui sfogarsi. Ma,  come premesso, è uno spazio eterogeneo e per una volta, probabilmente l’ultima, parlerlò chiaramente e personalmente semplicemente per il gusto di farlo e per il piacere di esprimere in me molti altri, sicuramente.

Sono sempre stata dell’opinione che lo “studiare” è inutile se non supportato da caratteristiche insite in tutti ed in pochi: in tutti perchè tutti hanno più o meno una qualche attitudine, in pochi perchè pochi sono quelli che hanno le  medesime capacità e quelle che io considero le principali: l’arte, l’oratoria, il carisma, l’inventiva. Diciamo quel che comunemente è chiamato “intelletto”. Studiare sterilmente senza un sopporto intellettivo e critico porta ad una ridicola, pretenziosa e insulsa Erudizione, che porrei al pari dell’ignoranza più totale.                                                               Ciò che fa la differenza, quello che porta alla Cultura, è ben altro. E’ la Dote. Per questo motivo ho sempre posto l’arte al di sopra di tutto, l’arte intesa come letteratura, filosofia,poesia, musica, canto, pittura, scultura, trattasi di capacità innate, naturali che, checchè se ne dica, non si potranno MAI acquisire; che appartengono al singolo e non gli saranno mai tolte; che esprimono il Soggetto; che trascendono il corpo ponendo l’anima nella realtà, racchiudendola in qualcosa di tangibile.

Un Artista, nella maggior parte dei casi, vale più di mille medici, di mille ingegneri, di mille economisti, in quanto Eletto, in un certo senso.

La volontà è tutto, ma la volontà ti porta a superare illusoriamente dei limiti che in realtà spesso ti perseguiteranno sempre. Il mediocre non diventa eccelso.

Scegliere l’arte, scegliere l’innato piuttosto che il “sudato”, scegliere l’incerto piuttosto che il più o meno sicuro è quanto di più coraggioso possa esserci. Io qualche mese fa non ho avuto il coraggio di preferire il rischio limitandomi all’integrazione sociale ”dell’Acquisito” semplicemente perchè non ho avuto, purtroppo, la presunzione di reputarmi destinataria di determinate Capacità. Non ho voluto confrontarmi, ho avuto paura. Preferire il dubbio alla delusione, al rischio di trovarsi in mano una laurea pressochè inutile senza i supporti di cui parlavo.

Ogni sera mi addormento pensando a “cosa sarebbe stato se avessi scelto l’altra strada”. Credo sia forse la domanda kierkegaardiana che tutti si pongono, prima o poi. Ogni sera spero di non avere quelle doti, che altrimenti avrei sprecato vigliaccamente. Ogni sera spero di non Studiare come una dannata che poco recepisce e poco rielabora. Ogni sera mi chiedo se ho fatto bene a mettere da parte il Sogno per la Reale integrazione. Scegliere non quel si vuole, ma ciò che si deve, ciò che è giusto: ciò che ti piace, ma che non ti appassiona; ciò che ti incuriosisce ma non ti fa battere il cuore, non ti fa commuovere, non ti fa riflettere sognante fissando il vuoto. Ogni sera apprezzo davvero, con un nodo in gola, chi ha il coraggio di inseguire infantilmente i propri sogni, coltivando la sua Dote. Gli attori, i musicisti, i cantanti, i ballerini, i pittori, i linguisti, i poeti, gli scrittori, i giornalisti, i letterati, i politici. E ogni sera mi viene da ridere nervosamente pensando che oggi la politica non è il sogno, non è la Capacità ma la furbizia, l’arroganza, l’accettazione passiva dei dogmi del “capo” che ti ha inserito, il compromesso che ti priva della tua dignità; che il giornalismo è la raccomandazione non l’abilità; che l’artista è un fortunato su 100, mentre  gli altri 99 coltiveranno il loro sogno in silenzio, senza apprezzamenti e senza riconoscimenti.

E’ anche questo che ci ferma oggi, la consapevolezza, forse sbagliata, di non poter combattere contro ingiustizie che mortificano la capacità e il desiderio sfrenato di emergere da una massa ormai informe. L’insicurezza. Il Dubbio. Le 1001 difficoltà che Tutti ti mettono davanti per farti arrendere. Mi duole dirlo ma io, 10 mesi fa, mi sono arresa. Ho ufficialmente abbandonato il mio sogno che comunque resterà ufficiosamente sempre vivo.

E’ il mondo di oggi, dove a rischiare, soprattutto in Italia, non ci guadagni quasi mai, ma devi stare al passo e correre correre correre come uno stupido per qualcosa che non ti appartiene ma che ti appaga nel riconoscimento collettivo, in un Tutto contro Tutti. Stupido+Stupido, vince il più furbo, il più caparbio non il migliore. Ed ecco perchè Legge,medicina,farmacia,biotecnologie,ingegneria sono sovraffolate di mentecatti, facoltà Riconosciute dalla società; mentre lettere,in particolare,fisica,matematica pullulano di fastidiosi nullafacenti dotati solo di ottima memoria e sfornano pochissmi, pochissimi Veri Appassionati Dotati. Pochi coraggiosi. E molti pretenziosi.

Forse ci sono riusciti, forse hanno davvero spento i nostri sogni?

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Oggi Sigur Ros

Pubblicato da Chiara su 12 maggio 2009

Oggi avrete notato un certo cambiamento di stile, si ritorna all’arte dunque..e che Arte!

I ”Sigur Ros”, una recente scoperta, o meglio riscoperta visto che già un paio di anni fa ebbi modo di poterli seguire, senza apprezzarli quanto meritano e meritavano, per un’inattitudine personale.

Una muisca di una tale “leggerezza” che scende letteralmente nell’anima calandovisi impalpapilmente con la sua melodia morbida, malinconica eppure così decisa, sognante!

Il gruppo è islandese e seppur non mi è mai stato dato modo di trovarmi in quella magnifica isola i loro suoni la richiamano tutta..nella sua freddezza surreale, magnificamente pura, vuota, carica del suo senso primordiale, sola nell’Oceano.

Sentire questa brano, in particolare, provoca uno svuotamento totale. Ci si smarrisce tra il suono rintoccante della batteria fisso e continuo, la perfetta armonia creata con tastiera e  xilofono mixata dal sintetizzatore..e la Voce! la voce.. perfettamente calibrata, ripetitiva che, a parte esprimere la sua essenza artistica, non trasmette alcun sovra-messaggio in pieno stile Sigur Ros-siano,se così si può dire.

Una dolcezza infinita così leggera eppure così carica..come spiegava Calvino in “lezioni Americane”, come esprime Kundera nel suo celeberrimo capolavoro letterario, perchè le sensazioni migliori, le “cose” migliori..sono sempre quelle più Leggere..eppure tanto Piene!

Arte, arte pura.

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Gesu nel tempio

Pubblicato da Chiara su 4 maggio 2009

“Il quinto dice “non devi rubare”
e forse io l’ho rispettato vuotando in silenzio,
le tasche già gonfiedi quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai
in nome mio,quegli altri, nel nome di Dio.
[..]Il settimo dice “non ammazzare”se del cielo vuoi essere degno.
guardatela oggi, questa legge di Dio,tre volte inchiodata nel legno.”

Perchè la canzone di De Andrè “Il testamento di Tito”?
Iniziamo dagli albori, ovvero da 3 giorni fa, 1 maggio. Molti ragazzi il 1 Maggio l’associano al concertone organizzato dai sindacati a Roma, molti signori l’associano alla festa dei lavoratori, molti berlusconiani simil-destristi l’associano ad una festa comunista. Ebbene, io rientrerò nelle prime due categorie, in particolare nella prima, che suggerisce anche la risposta: la canzone è stata ripresentata dalla PFM al concertone, ed io, come molti altri, ero lì, o meglio più o meno lì, ad ascoltarla.
E pensavo: “Ma non sembra si stia ripresentando la vicenda di Gesu nel tempio, dove trova i sacerdoti predicanti povertà, pietà e misericordia, con i mercanti e immersi nei bagordi e nell’oro fino al collo?”
Azzardo un giudizio: direi che nessuno di noi è Cristiano, ovvero nessuno di noi è Cristiano solamente perchè ha la comunione, perchè va a messa e perchè è cresimato. Cristiano è qualcosa di più, ben oltre il perbenismo.
Cristiani sono i missionari; i medici senza frontiere, i volontari, i Retti, i Sinceri;
Cristiani sono i preti di paese che aiutano gli emarginati;
Cristiani sono molti signori delle ONG;
in conclusione i Cristiani sono il 5% della popolazione religiosa.
Cristiani, nel senso lato del termine, sicuramente non sono i politici. Nessun politico, ma in primis non lo sono i moralisti ignavi politici centristi, nè i moralisti, ingordi politici “destristi” e nè molti lenti balordi della pseudo-sinistra, ma devo anche ammettere che nella pseudo-sinistra qualche Retto lo si può trovare. Altrove, bè altrove no.
Cristiani non sono certe toghe bianche che occupano i templi.

E poi ho pensato al perbenismo preoccupante che aleggia in Italia. Al perbenismo che scandalizza per la morte di Englaro, per il caso Schiavo; al perbenismo che porta gruppi su “facebook” per terremoti, stupri e quant’altro.
A quello stesso perbenismo, meschino, che invece tace quando 24 ore su24 la televisione mostra un’allegra sfilata di modelle semi-svestite incapaci di articolare un discorso intellettualmente dotato, quando un telegiornale nazionale dedica minuti e minuti di servizio ai cappelli della regina Elisabetta o all’inizio della caccia alla volpe in Inghilterra, quando si scoprono truffe, giri di prostituzione, mercati di droghe, quando in Africa i bambini muoiono a centinaia di fame e di sete,nel 2009, mentre qui si lotta strenuamente per una vita ed una causa che non ci competono perchè chi di dovere ha già preso la sua decisione.
Soprattutto penso a quel perbenismo che protesta sdegnato di fronte chi denuncia la realtà e resta inerte davanti i soprusi più vergognosi, eppure più diffusi.

 

“guardatela oggi, questa legge di Dio,tre volte inchiodata nel legno.”

Guardiamola, questa legge di Dio.. e chissà che un giorno non si presenterà la moda di rispettarle, le leggi.

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Presentazione

Pubblicato da Chiara su 24 aprile 2009

Salve a tutti,
dunque, mi cimenterò in una rapida illustrazione del blog per potervi dare una visione lineare e completa di quel che poi sarà.
Il titolo, in primis, simboleggia la poesia e, in senso lato, l’arte in generale incatenata, svuotata, bloccata, inaridita quasi del tutto in questo ventennio che mi è stato dato vivere.
Il filo conduttore perciò sarà la promozione di ogni forma e espressione artistica.
Non stupitevi se troverete alternate attualità, crezioni personali, politica, antropologia, teatro, musica, opera, letteratura, poesia, economia, linguistica, design e quant’altro.
La mia idea infatti è che il mondo intero sia una gigantesca opera d’arte..ogni gesto, ogni immagine, ogni pensiero esprime una parte del “noi”, ci mette in contatto, ci sdoppia permettendoci di osservarci “da fuori” rendendoci tangibili. Il problema odierno invece è la leggerezza, l’incapacità di ascoltarci, di osservarci e di “ragionarci”, nonchè la paura di esporci singolarmente.
Ecco perchè metterò in risalto gli eventi per me più importanti in una sorta di “rallentatore”, associandoli idealmente all’impalcatura di questa gigantesca opera che mi piace cogliere nel globo.

Buon viaggio a tutti.

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