Elezioni 2009: una nazione confusa e spaccata
Pubblicato da Chiara su 8 giugno 2009
Elezioni Europee 2009 che di europeo hanno avuto davvero molto poco e in campagne elettorali e in risultati definitivi. La destra xenofoba anti-europeista spopola, cavalcando l’onda della crisi economica che, in Paesi dove l’economia funziona davvero, si è fatta fortemente sentire. Voti di protesta contro chi non è stato in grado di arginare gli effetti negativi di questo tracollo mondiale, ma soprattutto paura per l’Unione Europea , una paura che ci sta tutta. L’Europa è vista ormai come un danno, un peso, dagli Stati più forti e produttivi, un’alleanza che difende i Paesi deboli, perchè, diciamoci la verità, senza UE l’Italia, dopo 20anni di mal-governo, sarebbe a livelli pietosi, e forse i signori della Lega e del PDL, e ancora di più i loro confusi elettori, farebbero bene a ricordare l’insensato e protezionista antagonismo alla comunità europea che, invece, ha salvato la nostra economia. Eppure gli Italiani stessi non riescono a rendersene conto, oppressi da una cappa di bugie, mass media vergognosamente censurati, omuncoli senza dignità alcuna ma cosa più grave senza un minimo di amor di Patria!
Queste Europee sono state viste come un “sondare il terreno”, e il terreno dice che gli Italani sono stufi. Stufi di un governo vergognoso,bugiardo,lento e violento, ma stufi anche di un’opposizione che nell’ultima anno è sparita ritirandosi nell’angolino in silenzio. A guadagnare sono stati gli schieramenti che si sono proposti come “alternative”: lega e IdV. Di Pietro soprattutto ha raggiunto percentuali altissime, guadagnando voti da chi non si sente pienamente di sinistra o da chi, di sinistra, non si rispecchia nella molle opposizione di stampo Veltroniano. Ma c’è una nota positiva anche per il PD, a parte l’aver evitato, nonostante la totale contrapposizione di tutti i media italiani, il tracollo ed è la vittoria in FRIULI di Debora Serracchiani, la “ribelle”, la ragazza che nel PD e nella politica ci crede ancora, e davvero. Evidentemente è riuscita a trasmettere il suo slancio, la sua sincerità addirittura ad un elettorato in cui la concezione egoisticamente leghista è più che radicata.
Il risultato più sconfortante, e parlo da meridionale, è stato l’exploit della casa della libertà nel mezzogiorno, un 40% che purtroppo è la radiografia di un territorio disastrato,un territorio che dal lontano governo Giolitti non è stato in grando di risollevarsi, un territorio che purtroppo è alla ricerca del guadagno immediato, del benestare istantaneo, non sudato. Una regione sfruttata, derisa, maltrattata dal governo, a furor di popolo sostenuto, e non può essere altrimenti con la lega al 10%dei consensi. Una parte d’Italia lontana, troppo lontana, dalla realtà finanziaria e giurisdizionale che non ha compreso la gravità della crisi che si sta attraversando nè la pessima gestione delle amministrazioni, cosa intesa invece al nord, dove le piccole aziende sono state costrette alla chiusura con l’acqua alla gola. Il meridione, liquidato da sempre con un:”cavatevela da soli”, e così han fatto,appoggiandosi ad un contro-stato: la mafia. E il risultato è netto, per esempio, nell’elezione di Cesaro alla provincia di Napoli. Eppure non si può ignorare la responsabilità del centro-sinistra,di Bassolino che ha affossato la provincia napoletana, un centro-sinistra che davvero a volte non si capisce da che parte sia, che quasi sembra perseguire il doppio-gioco con il premier; ed ecco spiegato il calo di consensi a favore di Di Pietro. Un doppio-gioco di cui dovranno, a questo punto, rispondere anche i leader della sinistra estrema che, causa una divisione ingiustificata, ridicola ed egoisticamente incentrata sul singolo politico più che sul cittadino, non raggiungono la soglia del 4% che invece sarebbe stata ampiamente sfondata dalla naturale unione. Ulteriore dimostrazione del crollo del Vero, Onesto PCI.
Il dato finale è, comunque, un PDL maggioranza del paese, 35%dei consensi, seppur in calo rispetto alle ultime amministrative e molto, molto al di sotto delle ridicole cifre proposte da una ridicola caricatura istituzionale, il premier. Gli esponenti della maggioranza sono corsi al riparo accusando “l’astensionismo”, rubando voti insomma a chi ha dimostrato di non voler essere nè di destra nè di sinistra nè,tantomeno, di un centro che si venderà al miglior offerente. Pochi comunque i voti persi, rispetto alla vergognosa recita che ormai, non dimentichiamolo, è portata avanti, sempre dagli stessi pessimi teatranti, da ben 20 anni.
Viene spontaneo porgersi una domanda: chi è l’elettore tipo del PDL; chi sono il 35% di Italiani? In piccola parte sono imprenditori, azionisti, giornalisti, lobby che hanno il loro interesse nel votare Berlusconi: in secondo luogo sono i nostalgici di AN, che ancora faticano però a rendersi conto che il parito creato da Berlusconi non è destra, ma una larva, un’accozzaglia di smentite e proposte deleterie per la Nazione; in terzo luogo, e per la maggior parte, sono i confusi. Questa “maggior parte” è quella che non saprà dare una risposta sensata e coerente al: Ma tu, perchè voti Berlusconi? E’ il popolo della morale,pronto però a difendere le empietà commesse da un leader; il popolo che esulta per un’ineventuale abbassamento delle tasse e critica ferocemente un’opposizione che lo propone; il popolo che si definisce “Liberale”, ma che forse ignora la differenza tra “liberale” e “liberista”, visto che cancella tutte le liberalizzazione approvate dai paurosi comunisti del governo Prodi; il popolo che non si scandalizza se un partito intero ruota da 20 anni solo ed esclusivamente su un personaggio,senza ricambi, nonostante le sconfitte che ci sono state; un popolo che alla domanda: Se non ci fosse Berlusconi, il pdl, la destra italiana insomma se vogliamo chiamarla così,che fine farà? non ha il coraggio di guardare la realtà, e la realtà è che la destra sparirà perchè così è, dato lo spessore culturale e carismatico degli scagnozzi del presidente; il popolo che cerca il “ricambio generazionale” votando da anni e anni gli stessi soli noti, scagliandosi contro un Veltroni che, compresa la sconfitta, trova il coraggio e la dignità di dimettersi, senza comprendere che è questa la democrazia, il coraggio di lasciare il posto; il popolo assolutamente contro la criminalità, che però liquida con un “è sempre stato così” la presenza di numerosi “processati” nelle istituzioni; il popolo pronto a chiudersi dietro il goffo “complotto comunista” se l’estero attacca le istituzioni e al contempo felice di una destra europea che avanza; un popolo insomma di confusi e confusionari, di chi cerca tutto e niente, di chi, senza girarci su oltre, più che al partito e al programma è affezionato e fedele come un cagnolino al solo leader. E purtroppo pare siamo ben lungi ancora da una sana democrazia matura, e ancor di più dal bi-partitismo mondiale.
E poi ci sono state le Amministrative, che confermano il centro-italia, che la storia ci insegna avere più lunga esperienza democratica, esempio di civiltà e buonsenso e per gli elettori e per gli eletti.
Questo è insomma lo specchio dell’Italia post-europee: uno Stato spaccato in cui le differenze regionali e culturali si fanno sentire ancora a discapito di una coesione patriottica e nazionalista. Sembra che ci sia ancora da lavorare per acquisire coscienze civili e civiche degne del secolo in cui viviamo, il XXI,ma, come dai piani alti ci insegnano a ripetere, la speranza è l’ultima a morire.