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Referendum 2009

Pubblicato da Chiara su 21 giugno 2009

Art. 48 Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico

Tutto quello che non hanno voluto dirci sul referendum 2009:

Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono: l’abrogazione,annullamento,cancellazione, del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. Abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero, inoltre, innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato.Ciò significa: niente più partitini e niente più coalizioni: la lista che prende più voti vince, in assoluto e ha governo pieno e totale.

Gli effetti più immediati di una vittoria del SI saranno un “bipartitismo” all’italiana con conseguente eliminazione dei partiti minori quali IdV, radicali, sinistra estrema, Lega, Destra e così via. A dettar legge resteranno insomma PD e PDL con grandi vantaggi per la governabilità del paese (proprio la coalizione-accozzaglia della sinistra ha più volte impedito il regolare completamento del mandato istituzionale) ma con estremo rischio per il progresso e la democrazia.  D’altrone viviamo in uno Stato in cui, nonostante i litigi, le opposizioni, le schermaglie, i leader del governo sono gli stessi dall’ormai tristemente famoso decennio scorso; non oserei immaginare cosa potrebbe scaturire da un allegro “patto” di interscambiabilità tra i due Partiti maggiori: una volta io una volta tu e siamo tutti felici, tutti tranne i cittadini. Considerando la classe dirigente odierna, non è un’ipotesi da rigettare totalmente. Inoltre resta il fatto che il partito che dovesse ottenere la maggioranza, seppur dell’1%, avrebbe diritto al 55% dei seggiuna violenza per la restante metà della popolazione che,invece, avrebbe iopteticamente votato per l’altro schieramento. La soglia di sbarramento innalzata resterà pura formalità: i partiti minori che riusciranno a superarla approdando alle camere, in ogni caso non avrebbero voce in capitolo alcuna vista la sproporzione esorbitante di seggi assegnati.

Il 3° quesito: abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della classe politica.

Il 3° è il quesito più giusto e corretto indubbiamente. Come tutti dovremmo sapere, la legge approvata da Calderoli, che, ricordiamolo, ha allegramente lanciato il paese nel caos amministrativo più totale, ha proposto, tra le tante viscide bestialità, le liste bloccate:  mentre in passato ogni cittadino aveva il diritto di poter scegliere i parlamentari da eleggere, oggi questo “privilegio” gli è negato. Passivi spettatori, siamo costretti a votare per liste pre-costituite dai leader senza alcuna possibilità di obiezione: il cittadino a servizio della politica, e non viceversa come dovrebbe essere. Uno degli innumerevoli risvolti negativi delle liste bloccate è la possibilità che ha ogni candidato di proporsi in più circoscrizioni (Nord ovest-nord est, centro, sud e isole). In caso di elezione in più di una circoscrizione, il candidato pluri-eletto, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia; insomma se sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Bella presa in giro ai danni degli elettori,sempre loro.

Votare tre SI abroga, ovvero annulla, la possibilità di candidature multiple e porta il paese ad un bipartitimo per cui è ancora assolutamente immaturo.

Quello che non ci hanno detto è che ogni cittadino può rifiutare una, due o tutte e tre le schede, curando che il presidente metta a verbale la scelta, così  da non far raggiungere il quorum per quei quesiti rifiutati. Accettare le schede e votare NO o lasciare in bianco significa collaborare per il raggiungimento del Quorum annullando gli effetti del referendum, ma impedendone altri più corretti, per 5 annni. Insomma, in caso di raggiungimento del Quorum e di vittoria del NO saremo costretti,  per minimo 5 anni ancora, ad una vergognosa, ridicola inetta e inadatta legge elettorale, che favorisce sempre e solo i soliti noti. 

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